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È Tempo di MUOVERSI?

L‘uomo, fin dagli albori della sua esistenza ha sempre sentito la necessità di spostarsi, questo magari per trovare ambienti più favorevoli dove vivere o più recentemente come mera forma di svago. Nel tempo, per sopperire a queste esigenze sono stati sviluppati vari metodi per rendere i viaggi sempre meno faticosi, pericolosi e più veloci. Un primo passo è stato certamente la costruzione di strade e sentieri  che rendessero più facile la il raggiungimento di posti più o meno vicini senza correre il rischio di perdersi, nacque così il trasporto su strada. Successivamente, con l’invenzione dei primi mezzi,
viae_italiae_magna quali carri e carretti trainati da animali di vario genere, è stato necessario ottimizzare ulteriormente le ancora primordiali strade per adattarsi alle fragili strutture dei suddetti veicoli. Uno dei sistemi maggiormente capillarizzati ed ottimizzati per questo scopo, lo abbiamo avuto certamente con l’Impero Romano, noto anche per la modernità e l’efficienza delle sue reti viabili che hanno plasmato fino ai giorni nostri la struttura e la distribuzione di città e diversi agglomerati urbani sparsi per l’Italia e l’Europa.

Facendo un salto di diverse centinaia di anni nel futuro, con precisione nel 1850, una vera e propria evoluzione nel mondo dei trasporti su strada, si è avuta con lo sviluppo dei primi motori a combustione interna, dei sistemi capaci di convertire l’energia termica derivata dalle reazioni di combustione del carburante in energia meccanica. Si tratta di un brevetto opera di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, prima di allora, salvo per l’invenzione del motore a vapore, praticamente inutilizzato sui trasporti stradali ma particolarmente sfruttato su treni e navi, non vi sono state particolari migliorie nel mondo dei trasporti urbani. Da quel momento, quasi due secoli fa, il motore a combustione interna, che da ora chiameremo semplicemente “motore”, è diventato un vero e proprio punto di riferimento per tutto220px-osservatorio_ximeniano2c_modello_del_motore_a_scoppio_barsanti-matteucci_03 ciò che ha rappresentato lo sviluppo tecnologico mondiale fino ad oggi. L’inizio dell’era del motore ha coinciso anche con quella dell’automobile che in pochissimo tempo, è passata dall’essere un lusso di pochi ad un bene di prima necessità a cui nessuno più poteva rinunciare. Finalmente era possibile andare a trovare i parenti lontani anche più volte all’anno, cercare lavoro fuori o semplicemente viaggiare verso posti nuovi per il mero gusto di farlo: è stata una vera e propria RIVOLUZIONE! Purtroppo dopo relativamente pochi anni di utilizzo, sono iniziati a vedersi le prime “problematiche” legate all’uso di questa tecnologia. L’aria si è via via riempita di elementi chimici che in natura non sono presente in così alte quantità, tal fenomeno è dovuto ai fumi di scarto espulsi dai motori durante il loro funzionamento. Ciò ha portato con se una serie di altri eventi spiacevoli, partendo dal buco nell’ozono alle piogge acide danneggiando dunque, anche se indirettamente, la salute umana e quella di ogni altro essere vivente del pianeta.  b35ba34378c2661cdbcfdf753dcc2a1d_169_lL’alta diffusione dei motori e delle automobili, ha reso impossibile un passo indietro degno di nota, quindi è stato preferito, quantomeno fino ad oggi, rallentare il “processo di saturazione” atmosferico imponendo limiti sempre più rigidi sulle emissioni di questi motori. Il problema non è stato ancora risolto, pur essendo in atto delle manovre mirate a ridurre i consumi di combustibili fossili nella grande industria, la difficoltà più grande viene rappresentato sopratutto dai mezzi di trasporto. Se ad esempio per la rete cittadina, il problema può essere arginato mediante impianti nucleari, idroelettrici, fotovoltaici ed eolici,  la maggior parte delle automobili ha bisogno di un composto ben preciso per funzionare: Benzina, quindi da lì non si scappa.ricarica-auto-elettrica  Fortuna vuole che anche su quel fronte si stiano man mano facendo dei piccoli passi: I motori elettrici, caratterizzati dall’essere alimentati da una batteria e quindi con un inquinamento idealmente pari a zero, rappresentano la nuova frontiera dei trasporti pubblici e privati. Ad oggi esistono ancora pochissime auto elettriche e nella loro vita utile incontrano diverse difficoltà, quali la ricarica delle batterie che richiedono molte ore per “riempirsi”, l’ancora bassa autonomia dei mezzi e sopratutto i costi delle auto in se che sono ancora molto alti. In alternativa alle auto elettriche, esistono però ancora altri mezzi pensati per rendere più semplice piccoli spostamenti in città. Stiamo parlando ovviamente di bici elettriche, Hoverboard, monopattini elettrici

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e di tutti questi mezzi progettati esclusivamente per il trasporto di un singolo individuo su brevi distanze. Abbiamo provato molti di questi mezzi, e toccato con mano le potenzialità e la comodità di questi dispositivi che se ad un primo impatto potrebbero sembrare piuttosto strani, in realtà dopo pochi utilizzi diventa quasi naturale guidarne uno. Tralasciando le auto elettriche che grossomodo non sono altro che comuni automobili dotate però di motore elettrico, vorremmo soffermarci su tutti gli aspetto che rendono i mezzi sopra citati dei “compagni di vita quotidiana” per chiunque, dal ragazzino adolescente alla casalinga che deve fare la spesa. Siamo tutti ben consapevoli che molto spesso prendiamo l’automobile per mera pigrizia e non tanto perché la distanza da coprire sia realmente tanta, e questa cosa la fanno praticamente tutti, formando spesso traffico (e conseguente inquinamento) praticamente ingiustificato. Molto spesso, anche per andare a fare spesa dal salumiere o dal macellaio a pochi metri più avanti adoperiamo la macchina, quindi se proprio non vogliamo camminare a piedi o pedalare su una bicicletta classica, una scelta intelligente, sia per la nostra salute mentale (A chi piace stare nel traffico?) e sia per quella dell’ambiente sarebbe quella di adoperare uno dei mezzi elettrici sopra citati. trafficoSenza considerare inoltre la tanto preziosa (e costosa) benzina risparmiata che potremmo sfruttare in situazioni di reale necessità. Insomma, questi mezzi elettrici hanno davvero mille pregi, ma perchè se ne vedono pochi o addirittura nessuno in giro? Ecco, il motivo è molto semplice, IN ITALIA IN MOLTI CASI QUESTI MEZZI NON SONO OMOLOGATI PER CIRCOLARE IN STRADA. Molto spesso vengono acquistati, un po come i droni del resto, pensando che il fatto che siano elettrici, non implichi che ci sia una regolamentazione che ne regola la circolazione e la diffusione. Per quanto lo si possa ritenere assurdo, questi mezzi, incapaci di superare i 30 km/h nella più rosea delle previsioni, hanno bisogno di una omologazione per circolare in strada e/o qualsiasi zona non privata. Pur essendo ferventi sostenitori di questi prodotti, ci teniamo a farvi notare di pensare bene a quando acquistate uno di questi prodotti dato che circolare in strade pubbliche con un mezzo non omologato può portare fino a multe di 1500 euro più confisca del mezzo (che si traduce in perdita di possesso e successiva distruzione dell’ultimo), quindi occhio a fare i furbi con l’autorità!12401994 Prima di acquistare un mezzo elettrico sarebbe opportuno informarsi riguardo l’attuale regolamentazione (essendo in continuo sviluppo è facile che una norma valida fino a ieri, oggi non lo sia più) per evitare di incorrere in acquisti errati! Qualora vogliate comunque comprare uno di questi prodotti per provarlo, vi rimandiamo alle nostre recensioni dove siamo riusciti a provarne alcuni per voi in anteprima!

E’ una realtà che se non oggi, domani, si affermerà a gran forza nella nostra vita quotidiana. Noi di TechBestDeals & AddictedToGames continueremo a tenervi aggiornati al meglio delle nostre possibilità sulle novità tecnologiche del momento, entrate nel CANALE TELEGRAM UFFICIALE per restare sempre aggiornati!


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Domenico, 20 anni, studente d'ingegneria informatica presso l'università di Caserta. Un tipo losco, da non frequentare... Passa le sue giornate principalmente dormendo, qualche volta gioca al pc o, se trova parcheggio, va a volare con i suoi droni. Allontana i bambini curiosi perchè ha paura possano essere ufficiali ENAC.
Quando ci prova con una ragazza, la prima cosa che fa è chiedere se preferisce Nvidia o AMD.